Synopsis

Ciclope è un’opera di Euripide, rappresentata per la prima volta intorno alla fine del V sec. a. C., e successivamente tradotta in siciliano da Luigi Pirandello col titolo ‘U Ciclopu e
allestita nel 1919. Si tratta di un “dramma satiresco”. La vicenda del Ciclopu non è che una rielaborazione comica di un famoso episodio dell’Odissea: l’arrivo di Ulisse presso l’antro del Ciclope, la cattura dello stesso e dei suoi compagni da parte di Polifemo e l’accecamento di quest’ultimo da parte dell’eroe greco che gli aveva detto di chiamarsi “Nessuno”. Nella nostra messa in scena tale vicenda è contaminata con una novella, scritta anch’essa di Pirandello, nel 1907, dal titolo Ciaula scopre la luna. E’ la storia di uno dei tanti carusi siciliani che lavoravano nelle miniere di Zolfo, un ragazzo senza famiglia detto appunto “ciàula” perché si esprimeva con dei versi simili a quelli di una cornacchia. Il motivo dell’accostamento fra le due storie nasce dalle parole dello stesso Pirandello il quale, in una nota redazionale a ‘U Ciclopu scrive: “L’occhio che brilla in fronte al Ciclope è la lumierina che stenebra ancora gli antri profondi delle sue zolfatare. Ancora i zolfatari della Sicilia hanno veramente quell’unico occhio in fronte […]. Spegnere questa lumiera al zolfataro vuol dire accecarlo”. Ecco allora l’ispirazione per il nostro spettacolo: l’unico occhio di Polifemo corrisponde al lanternino sull’elmetto dei minatori. Le musiche in scena sono composizioni originali dei maestri Daniele Mosca, Alberto Maniaci e Francesco Moscato.

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